CASA/2. OPPOSIZIONI: DUBBI SU EFFICACIA RIFORMA, SERVE PIANO MASSICCIO


CASA/2. OPPOSIZIONI: DUBBI SU EFFICACIA RIFORMA, SERVE PIANO MASSICCIO

09.06.2026
14:16
(ACON) Trieste, 9 giu - Una riforma cruciale, ma che secondo le Opposizioni rischia di mancare il bersaglio. I relatori di minoranza al disegno di legge 80, Massimo Mentil (Pd), Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), hanno espresso più di qualche perplessità sulla riforma delle politiche abitative del Fvg, mettendo nel mirino la governance dei Tavoli territoriali, affidata alle Ater, la necessità di una cospicua dotazione finanziaria, la burocrazia, il mancato coinvolgimento del Terzo settore e il rischio ghettizzazione.

Aprendo il suo intervento in Aula, Mentil ha citato un dato: "In regione ci sono 180mila alloggi sfitti, con picchi che in alcuni Comuni superano il 50%. La difficoltà nel trovare casa richiede un intervento straordinario in termini economici, professionali e normativi. Serve una dotazione finanziaria importante per un intervento pubblico massiccio nel mercato dell'edilizia residenziale". Secondo Mentil, "il ddl manca di strumenti essenziali per dare risposte anche a quelle delle famiglie che fino a qualche anno fa appartenevano al ceto medio e che oggi non hanno la possibilità di vedere realizzate le proprie aspettative minime". L'esponente del Pd, infine, ha criticato la scelta di delegare alle Ater il coordinamento dei Tavoli territoriali.

Sulla stessa linea anche Massolino: "È un ruolo che richiede professionalità specifiche, è legittimo interrogarsi se le Ater siano nelle condizioni di svolgerlo efficacemente. Dal buon funzionamento dei tavoli dipende la capacità della riforma di produrre risultati concreti", ha evidenziato l'esponente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, aggiungendo che "serve un cambio di paradigma: la casa deve diventare parte integrante delle politiche di welfare, inclusione sociale e contrasto allo spopolamento. Vanno valorizzati di più gli Ambiti territoriali sociali e il Terzo settore, con modelli flessibili di co-housing e housing sociale. Affronteremo il dibattito in Aula in modo costruttivo", ha assicurato la consigliera, sottolineando che vanno considerate anche "le categorie di grave marginalità, che necessitano di risposte immediate e a bassissima soglia". Per Pellegrino "il ddl 80 avrebbe meritato più confronto e maggiore disponibilità ad accogliere i rilievi della minoranza". L'esponente di Avs ha acceso i riflettori sulla cosiddetta fascia grigia, ovvero "quelle famiglie che non rientrano nella categoria della povertà, ma non riescono ad accedere né all'edilizia pubblica né al mercato libero". Pur promuovendo i contributi volti alla stabilizzazione dei lavoratori in regione e al recupero degli alloggi non assegnati, la consigliera ha lanciato un monito sulla qualità dell'abitare: "Le politiche abitative non si devono limitare a distribuire contributi e a gestire emergenze, ma devono contribuire a custodire la coesione sociale, prevenendo solitudine, marginalità e isolamento. No ai quartieri ghetto". In un'ottica di inclusività, Pellegrino ha chiesto "criteri premiali nei futuri bandi per l'abbattimento delle barriere architettoniche oltre che per la sostenibilità ambientale".

La palla passa ora all'Aula, dove le Opposizioni cercheranno di ridefinire la riforma con una serie di emendamenti.

2 - segue ACON/AA-fc



  • Il presidente del Cr Fvg, Mauro Bordin, coordina i lavori dell'Aula
    Il presidente del Cr Fvg, Mauro Bordin, coordina i lavori dell'Aula
  • Massimo Mentil (Pd)
    Massimo Mentil (Pd)
  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)
  • Massimo Mentil (Pd) e Serena Pellegrino (Avs)
    Massimo Mentil (Pd) e Serena Pellegrino (Avs)
  • L'intervento di Giulia Massolino (Patto-Civ)
    L'intervento di Giulia Massolino (Patto-Civ)