CASA/2. OPPOSIZIONI: DUBBI SU EFFICACIA RIFORMA, SERVE PIANO MASSICCIO
(ACON) Trieste, 9 giu - Una riforma cruciale, ma che secondo le
Opposizioni rischia di mancare il bersaglio. I relatori di
minoranza al disegno di legge 80, Massimo Mentil (Pd), Giulia
Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra), hanno espresso più di qualche
perplessità sulla riforma delle politiche abitative del Fvg,
mettendo nel mirino la governance dei Tavoli territoriali,
affidata alle Ater, la necessità di una cospicua dotazione
finanziaria, la burocrazia, il mancato coinvolgimento del Terzo
settore e il rischio ghettizzazione.
Aprendo il suo intervento in Aula, Mentil ha citato un dato: "In
regione ci sono 180mila alloggi sfitti, con picchi che in alcuni
Comuni superano il 50%. La difficoltà nel trovare casa richiede
un intervento straordinario in termini economici, professionali e
normativi. Serve una dotazione finanziaria importante per un
intervento pubblico massiccio nel mercato dell'edilizia
residenziale". Secondo Mentil, "il ddl manca di strumenti
essenziali per dare risposte anche a quelle delle famiglie che
fino a qualche anno fa appartenevano al ceto medio e che oggi non
hanno la possibilità di vedere realizzate le proprie aspettative
minime". L'esponente del Pd, infine, ha criticato la scelta di
delegare alle Ater il coordinamento dei Tavoli territoriali.
Sulla stessa linea anche Massolino: "È un ruolo che richiede
professionalità specifiche, è legittimo interrogarsi se le Ater
siano nelle condizioni di svolgerlo efficacemente. Dal buon
funzionamento dei tavoli dipende la capacità della riforma di
produrre risultati concreti", ha evidenziato l'esponente del
Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, aggiungendo che "serve un
cambio di paradigma: la casa deve diventare parte integrante
delle politiche di welfare, inclusione sociale e contrasto allo
spopolamento. Vanno valorizzati di più gli Ambiti territoriali
sociali e il Terzo settore, con modelli flessibili di co-housing
e housing sociale. Affronteremo il dibattito in Aula in modo
costruttivo", ha assicurato la consigliera, sottolineando che
vanno considerate anche "le categorie di grave marginalità, che
necessitano di risposte immediate e a bassissima soglia".
Per Pellegrino "il ddl 80 avrebbe meritato più confronto e
maggiore disponibilità ad accogliere i rilievi della minoranza".
L'esponente di Avs ha acceso i riflettori sulla cosiddetta fascia
grigia, ovvero "quelle famiglie che non rientrano nella categoria
della povertà, ma non riescono ad accedere né all'edilizia
pubblica né al mercato libero". Pur promuovendo i contributi
volti alla stabilizzazione dei lavoratori in regione e al
recupero degli alloggi non assegnati, la consigliera ha lanciato
un monito sulla qualità dell'abitare: "Le politiche abitative non
si devono limitare a distribuire contributi e a gestire
emergenze, ma devono contribuire a custodire la coesione sociale,
prevenendo solitudine, marginalità e isolamento. No ai quartieri
ghetto". In un'ottica di inclusività, Pellegrino ha chiesto
"criteri premiali nei futuri bandi per l'abbattimento delle
barriere architettoniche oltre che per la sostenibilità
ambientale".
La palla passa ora all'Aula, dove le Opposizioni cercheranno di
ridefinire la riforma con una serie di emendamenti.
2 - segue
ACON/AA-fc